SANITÀ (CR): CASE DI COMUNITÀ VUOTE E CARENZA DI MEDICI

In provincia di Cremona le Case di Comunità attive sono solo due: una a Soresina, l’altra a Casalmaggiore. Nessuna nel capoluogo. Le strutture, annunciate come pilastro della sanità territoriale, sono però quasi vuote: offrono servizi di base come prelievi e CUP, ma mancano medici e personale sanitario, rendendo impossibile l’accesso a un’assistenza continuativa. Intanto, il vuoto di medici di base si aggrava: in provincia ne mancano 62, e più di 5.300 cittadini restano senza medico di famiglia. Solo 11 posti vacanti sono stati coperti, e anche sul fronte pediatrico la situazione è abbastanza critica. Senza una rete sul territorio, molti si rivolgono ai pronto soccorso anche per problemi minori, intasando i reparti ospedalieri. Eppure, mentre la sanità territoriale arranca, si continua a puntare sul nuovo ospedale di Cremona, che dovrebbe sorgere entro il 2030. Un’opera da circa 300 milioni di euro, interamente a carico della Regione, cioè dei cittadini, per sostituire un ospedale che oggi ha appena cinquant’anni di vita. Solo per la progettazione sono già stati spesi oltre 1,2 milioni, con altri 16 milioni stanziati per la fase esecutiva. Senza medici, senza servizi di prossimità e con Case di Comunità semi-deserte, c’è il rischio concreto che il nuovo ospedale finisca per essere una struttura moderna ma sottoutilizzata. Una cattedrale nel deserto, mentre il territorio resta scoperto.