Cremona In provincia di Cremona, lo scorso anno, nel 2024, hanno chiuso 113 negozi, di cui 60 solo in città, a fronte di appena 27 nuove aperture. Il saldo è pesante: -33 esercizi nella sola Cremona. A soffrire maggiormente sono i piccoli alimentari — panetterie, frutta e carni — con 46 chiusure in provincia. Seguono abbigliamento e calzature con 22 cessazioni. Tra il 2012 e il 2024, il centro storico ha perso il 30 % dei punti vendita, passando da 404 a 281. La periferia ha retto meglio, ma resta segnata dalla crisi. Il comparto moda è sceso da 383 attività nel 2014 a 312 nel 2024: -71 imprese in dieci anni. Nel primo trimestre del 2025 si contano -77 imprese attive rispetto a fine 2024 (-0,3 %). Il calo colpisce soprattutto commercio e artigianato, mentre i servizi innovativi (informazione, comunicazione, educazione e finanza) mostrano lievi segnali di tenuta. Crema resta un polo dell’industria cosmetica e dell’artigianato; Casalmaggiore segue il trend provinciale di calo delle attività. Il commercio cremonese vive una crisi strutturale, che sta favorendo supermercati e centri commerciali a discapito dei piccoli negozi. I servizi innovativi restano l’unico segmento in lieve crescita. Nei primi sei mesi del 2025, in Lombardia sono state avviate 1 025 procedure tra liquidazioni giudiziali e fallimenti, con un aumento di circa il 10 % rispetto allo stesso periodo del 2024 . In provincia di Cremona, le procedure sono cresciute del 155 %, un netto peggioramento dopo il decremento registrato l’anno scorso .



