“Di quello che ho visto in quelle bare ho la certezza. Ad oggi, invece, di quell’essere non ho mai avuto conferma su niente, tantomeno la sua morte.” Guido Viscardi affida ai social il suo grido disperato nel giorno del 35 anniversario dalla morte dei suoi genitori e dei due fratelli, brutalmente uccisi nella loro villetta di Torchiera, nella bassa bresciana, durante una tragica rapina. Lui che è l’unico superstite di quella notte di sangue. Le sue parole, amare e lucide, si riferiscono al presunto responsabile della strage, che secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe deceduto anni fa. Ma per lui, senza la prova definitiva del DNA e senza aver visto con i propri occhi quel corpo, la ferita resta aperta. “Non crederò mai a nessuno” prosegue Guido che dovette riconoscere i familiari massacrati. Nella notte tra il 15 e il 16 agosto 1990, due banditi entrarono nella casa dei Viscardi armati con una .357 Magnum e una pistola calibro .22. Morirono Luciano Viscardi (che provò a difendere i suoi), la sorella Maria Francesca e i genitori Giuliano e Agnese. Le indagini della Squadra Mobile risalirono a un taxi rubato con telefonate dirette in Serbia: la pista portò a Ljubisa Vrbanovic, detto Manolo, e al nipote Ivica Bairic. Manolo fu arrestato nell’ottobre 1990; Bairic fuggì e morì poco dopo durante uno scontro a fuoco. Processato in Serbia, Manolo, il killer dagli occhi gialli, venne condannato a 40 anni. Sarebbe morto nel marzo 2014 per un tumore e la giustizia italiana ha chiuso il procedimento nel 2017 per morte del reo, dopo il ritrovamento della tomba a Ilicevo documentato dalla stampa locale. Resta però la ferita di Guido: da anni chiede l’esame del DNA sulla salma, per fugare ogni dubbio: la prova scientifica che certifichi definitivamente la fine del suo incubo. Chiedo solo giustizia, Guido, perché niente e nessuno potrà restituirgli un bacio di sua madre, un sorriso della sorella, una risata con il fratello e una carezza del padre. Ma un po’ di pace, forse, quella certezza gliela potrà regalare. Anche se il dolore non sparirà mai.



