Cremona. Negli ultimi mesi il fenomeno delle contraffazioni dei violini di Cremona è in netto aumento. L’eco internazionale è arrivata anche da un servizio della Radiotelevisione Svizzera del 14 agosto 2025, che ha sottolineato come strumenti falsi, spesso realizzati in Cina o nei paesi dell’Europa dell’est, vengano etichettati in maniera fraudolenta come “Made in Cremona” e venduti a prezzi elevati. Il valore dei violini autentici alimenta purtroppo la tentazione: un violino di Antonio Stradivari è stato infatti venduto all’asta per la cifra record di nove milioni di franchi svizzeri, cifra che rende il mercato falsi ancora più appetibile. A Cremona operano oggi circa 200 botteghe di liuteria, custodi di un’eredità che affonda le radici nella tradizione dei Grandi Maestri come Stradivari, Amati e Guarneri del Gesù. Questa sapienza artigianale è da anni protetta come Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, riconoscimento assegnato nel 2012. Per proteggere questa eccellenza, la Regione Lombardia ha appena approvato una legge ad hoc, volta sia a contrastare la contraffazione sia a valorizzare il vero Made in Cremona. Un caso emblematico di quanto sia complesso il panorama è quello del marzo 2025: un violino falsamente attributo a Stradivari fu venduto per 650.000 €; dopo un iter giudiziario durato ben 17 anni, la Corte di Cassazione ha stabilito la falsità dello strumento, ordinando la restituzione dell’intero importo all’acquirente. A confronto, gli strumenti autentici raggiungono cifre da capogiro: il celebre “Baron Knoop” del 1715 è stato venduto per 21,1 milioni di euro, un traguardo storico per il mercato della liuteria italiana. A subire il raggiro sono spesso musicisti meno esperti, che si ritrovano con strumenti di scarso valore, contraffatti con etichette ingannevoli o marchi falsificati. Vi è un notevole divario fra la grande produzione a basso costo e l’artigianalità: in Cina un’unica fabbrica arriva a produrre migliaia di violini ogni mese, mentre i laboratori artigianali di Cremona realizzano soltanto pochi strumenti di alta qualità l’anno. In sintesi, la liuteria cremonese è oggi sotto pressione come non mai: da una parte il valore storico e culturale conferito dall’UNESCO, dall’altra la minaccia concreta della contraffazione. Proteggere questo patrimonio significa difendere non solo un mestiere, ma un’identità artigiana che rappresenta Cremona in tutto il mondo.



