Veicoli unici e che oggi non si vedono più, la forma affusolata e aerodinamica che racchiude il motore pronto a scattare sulle acque del fiume. Sono passati 88 anni dall’ultima gara di motonautica sul fiume Po che nel 1937 aveva compreso il tratto cremonese nel circuito di gare valide per il titolo nazionale. 60km da percorrere al massimo della velocità, sono decine gli atleti che sotto il ponte di Cremona si sono sfidati per vincere la medaglia d’oro. Era il 15 settembre e le motonavi viaggiavano con una velocità media di quasi 60 chilometri orari. Dove oggi l’argine delinea il confine fra le terra e il fiume ieri sedevano gli spettatori della gara, tutti in fila davanti alle canottieri Baldesio e Bissolati che ancora oggi si affacciano sulle acque. Dal pontile gli atleti preparano le loro motonavi, oggi lo stesso pontile non è più in legno ma in metallo e accoglie i canoisti cremonesi che si preparano alle gare nazionali e internazionali. Il ponte di Po, ieri come oggi collega la sponda lombarda a quella emiliana. Il fiume visto come una risorsa non solo economica ma anche come occasione per valorizzare lo sport e l’ambiente fluviale. Per 17 anni, dal 1920 fino al 1937 il Po ha ospitato non solo gare di motonautica ma anche regate in barca oltre che vere e proprie gare di nuoto agonistico. Una storia lontana ma parte integrante della tradizione della città di Cremona, un racconto di sport e competizione che inevitabilmente si inserisce in un contesto che riporta al periodo più tragico del nostro paese, a pochi anni dalla seconda guerra mondiale. Ma sul Po a Cremona nel 1937 si andava forte, il fiume era il protagonista, l’eredità di un passato ormai dimenticato che i genitori dei nostri nonni hanno visto e vissuto nella Cremona che ormai non c’è più.



