Oltre i 50: il segreto di una sessualità viva (tra cuore, prostata e desiderio)
Con noi il dottor Roberto Mario Genoni, medico di famiglia e medico chirurgo con una formazione che unisce competenze cliniche e psicologiche. È sessuologo clinico e docente AISPA, l’Associazione Italiana di Sessuologia e Psicologia Applicata, realtà nazionale che promuove ricerca scientifica, formazione e aggiornamento professionale nel campo della sessualità e del benessere psicologico. Analista emotivo-comportamentale ed esperto di psicologia clinica strategica, il dottor Genoni si occupa di disturbi sessuali del singolo e della coppia, ansia, attacchi di panico, depressione e disturbi alimentari, con un approccio realmente a 360 gradi, dove corpo e mente vengono considerati insieme. Con lui parleremo di un tema che tocca salute e relazioni: “Oltre i 50: il segreto di una sessualità viva (tra cuore, prostata e desiderio)”.
Con l’avanzare dell’età il piacere sessuale non si esaurisce: anche dopo i cinquanta o i sessant’anni una vita intima soddisfacente è possibile e salutare. La sessualità, però, cambia e può incontrare ostacoli fisici e psicologici che è bene conoscere.
Negli uomini le difficoltà più comuni riguardano la prostata e il rischio cardiovascolare. Una disfunzione erettile o la fatica durante il rapporto, soprattutto quando lo sforzo fisico diventa impegnativo, non sono solo un problema di coppia: possono rappresentare un vero e proprio campanello d’allarme, anticipando di anni la comparsa di un infarto.
Per le donne i segnali sono meno evidenti. Non c’è l’equivalente di una mancata erezione, ma possono comparire minore lubrificazione, più fatica durante il rapporto, difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Sono tutti indizi di un ridotto afflusso di sangue agli organi genitali, che normalmente si manifesta con l’aumento di volume del clitoride e una lubrificazione naturale.
Un altro tema centrale è il calo del desiderio. Nella donna può dipendere dagli ormoni, ad esempio in menopausa, ma anche da un rapporto più difficile con il proprio corpo: cambiamenti fisici, dolore durante i rapporti, sensazione di non piacersi più. Nell’uomo, invece, il cervello può mettere in atto un meccanismo di difesa: “se non ho voglia, non rischio di fallire”.
Per distinguere le cause, il medico usa domande mirate. Una di queste è: “Se il problema di erezione si risolvesse del tutto, il tuo desiderio cambierebbe?”
Se la risposta è “no”, il calo della libido non è legato alla funzione erettile ma, per esempio, a depressione o a un tono dell’umore basso.
Se la risposta è “sì”, c’è probabilmente un conflitto legato alla performance o alla relazione.
Un’altra domanda chiave: “Non hai desiderio solo con la tua partner o in generale?”
Se manca del tutto, si sospetta un disturbo depressivo non riconosciuto.
Se le fantasie restano ma il desiderio è assente solo verso la partner, il problema è soprattutto di coppia.
Spesso si parla di testosterone come dell’ormone della sessualità e dell’energia, ma la realtà è più complessa: ci sono uomini con valori normali o alti che non provano desiderio e, al contrario, uomini con livelli bassi che mantengono una vita sessuale attiva. La componente psicologica è più potente di quella ormonale. Lo stesso vale per le donne: la mente conta quanto, se non più, della biologia.
Il testosterone locale, in alcune situazioni, può aiutare la donna a migliorare la risposta sessuale. Ma anche qui la chimica non basta: un uomo può assumere testosterone, ma se non prova attrazione per la propria compagna l’erezione non arriva comunque.
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