SCUOLE, SICUREZZA E PNRR: IL QUADRO A CREMONA

Cremona. In tutta Italia quasi la metà degli edifici scolastici è datata e priva di alcune certificazioni essenziali: solo il 37 per cento ha l’agibilità statica e appena un terzo il certificato di prevenzione incendi. Anche la Lombardia, pur sopra la media nazionale, non è esente: tra settembre 2024 e settembre 2025 si sono contati nove episodi di crolli in scuole lombarde. Per questo Cittadinanzattiva chiede al Governo un fondo triennale da tre miliardi per indagini su solai e soffitti, nuove palestre e mense e, finalmente, impianti di condizionamento in tutte le aule. Se guardiamo a Cremona, il quadro è simile: molti edifici sono storici e necessitano di interventi strutturali. Proprio qui il PNRR sta finanziando lavori importanti. Al liceo Manin è in programma un miglioramento sismico da oltre cinque milioni di euro; al Torriani si lavora all’adeguamento sismico ed energetico delle officine; l’istituto Einaudi vede un restyling completo fra Borghetto e Manzoni, mentre l’Anguissola rinnova palestre e spogliatoi con nuove norme antincendio.  Nel Cremasco la situazione è più critica: solo quattro istituti – tra cui Sraffa, Munari e l’IC Fermi di Montodine – risultano oggi con tutte le certificazioni principali, segno di un patrimonio scolastico che necessita di ulteriori investimenti. Diverso il panorama del Casalasco, dove i controlli provinciali indicano edifici in condizioni generalmente buone e con certificazioni più diffuse, frutto di interventi di messa a norma avviati già negli anni scorsi. Un quadro che racconta di un territorio in movimento: i cantieri PNRR sono un passo avanti, ma per garantire sicurezza, efficienza energetica e comfort climatico a tutti gli studenti serviranno risorse stabili anche oltre i fondi straordinari.