Cremona. Chiara Ferragni, la ragazza partita da Cremona e diventata icona mondiale dei social, sta attraversando un momento delicato. Il suo impero digitale, che per anni ha macinato milioni, oggi deve fare i conti con il processo legato al cosiddetto “Pandoro-gate”. L’accusa è di truffa aggravata, ma l’udienza di ieri a Milano era solo tecnica: per questo Chiara non si è presentata in aula, anche se la sua assenza ha fatto comunque parlare. Il giudice ha aggiornato tutto al 4 novembre, quando verranno valutate le richieste di costituzione di parte civile, comprese quelle di alcune associazioni dei consumatori e di una cliente che chiede un risarcimento simbolico per il famoso pandoro. Nel frattempo, i conti della sua azienda Fenice mostrano una frenata dopo anni di crescita costante. Eppure Chiara non sembra intenzionata a farsi travolgere: sui social rilancia con nuove collezioni ironiche, prova a raccontare una versione di sé più autentica e vicina alle persone. Una sfida non solo legale ed economica, ma anche d’immagine, per una cremonese che ha costruito la sua carriera proprio sulla capacità di reinventarsi.



