GIALLO SULLA MORTE DELLA CREMONESE RENATA BOSSI

Malore fatale od omicidio? E’ giallo sulla fine di Renata Bossi, 60enne di Cremona, trovata morta lo scorso 3 ottobre nella villa di Dalmine in cui lavorava come badante. I familiari, accorsi nel bergamasco, hanno notato delle estese ecchimosi sui fianchi della donna e non hanno creduto al decesso in seguito ad un attacco cardiaco. Troppe le stranezze riscontrate, secondo i parenti, nonostante i carabinieri non abbiano evidenziato presenza di segni di violenza sul corpo della donna. Da qui la decisione di non effettuare l’autopsia che, invece, la famiglia è riuscita ad ottenere “con molta fatica” come spiega l’avvocato Marilena Gigliotti che si sta occupando del caso. Proprio l’esame autoptico che si terrà il prossimo 9 ottobre, alle ore 11, a Bergamo, potrà chiarire i numerosi dubbi che hanno spinto i familiari della badante a presentare una querela in Questura. Renata Bossi, aveva infatti confidato di non trovarsi bene in quella casa in cui stava lavorando da un mese, nonostante il contratto sia partito molto dopo.