il Tribunale civile di Asti ha riconosciuto il nesso di causa tra la vaccinazione anti-Covid e un grave danno neurologico che ha colpito una donna di 52 anni di Alba, in provincia di Cuneo. Dopo due dosi del vaccino Comirnaty, prodotto da Pfizer-Biontech, la donna aveva iniziato a mostrare i sintomi di una mielite trasversa, una malattia infiammatoria del midollo spinale che oggi le impedisce di camminare. Il Ministero della Salute è stato condannato a riconoscere il legame. L’indennizzo previsto è di circa tremila euro al mese, con versamento bimestrale. Nella decisione, il Tribunale ha sottolineato la stretta vicinanza temporale tra la vaccinazione e l’insorgere dei sintomi, ritenendola un elemento determinante. La sentenza cita anche i dati Aifa, che fino al 2022 avevano segnalato quasi seicento casi di mielite trasversa dopo il vaccino, di cui circa metà associati ai prodotti a mRna. Una decisione che non rappresenta un risarcimento, ma un riconoscimento di indennizzo, e che riaccende il dibattito sui possibili effetti avversi e sul diritto dei cittadini a un equo sostegno quando si verificano reazioni gravi. E dopo questa sentenza, sta già facendo discutere la dichiarazione del virologo Pregliasco. Puntuale il commento della giornalista Raffaella Regoli



