NUCLEARE A CREMONA TRA DUBBI E COSTI

Cremona. Il ritorno del nucleare civile per produrre energia elettrica in Italia e a Cremona sembra tornare in primo piano. L’Italia, con i referendum, aveva detto stop alle centrali e no al riavvio della produzione nucleare. Recentemente il “Sole 24 ore” ha pubblicato uno studio, la mappa di Gauss Fusion, azienda greentech europea, secondo cui in Italia ci sarebbero 196 siti potenzialmente idonei a ospitare i nuovi impianti a fusione (900 aree in tutta Europa). In particolare, l’asse del Po e Cremona sarebbero hub strategici. Ora, si parla di Smr, reattori più piccoli e modulari rispetto a quelli tradizionali. Nello studio si parlava di fusione, non di fissione, la tecnica attualmente in uso che divide il nucleo generando scorie.