CREMONA, CARCERE OLTRE IL LIMITE

Quattordici suicidi in un anno nelle carceri lombarde raccontano una crisi profonda, ma a Cremona i numeri aiutano a capire quanto la situazione sia diventata critica. La casa circondariale cittadina vive oggi un sovraffollamento senza precedenti: 609 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 394 posti. Un divario che pesa sulla quotidianità delle persone recluse e di chi lavora all’interno dell’istituto.Celle sempre più affollate, spazi ridotti al minimo, tensioni che si accumulano giorno dopo giorno. A rendere il quadro ancora più fragile è la carenza di personale: gli agenti di polizia penitenziaria in servizio sono 153, contro una pianta organica che ne prevederebbe 223. Una forbice che significa turni pesanti, stress crescente e difficoltà nel garantire controllo e assistenza. Cremona si distingue anche per un altro dato significativo: è prima in Lombardia per percentuale di detenuti stranieri, oltre il 62%. Un elemento che chiama in causa non solo l’organizzazione del carcere, ma anche la capacità del territorio di immaginare percorsi di inclusione e reinserimento. In questo contesto, i suicidi diventano il segnale più drammatico di un malessere diffuso. Numeri e storie che riportano l’attenzione su un’emergenza spesso lontana dai riflettori, ma che a Cremona ha ormai raggiunto dimensioni non più ignorabili.