FANTOZZI AL PONCHIELLI: UNA SERATA…PAZZESCA

E’ un’umanità tragicomica quella che ieri sera ha invaso il palco del Teatro Ponchielli di Cremona, nello spettacolo “Fantozzi. Una tragedia” scritto, tra gli altri, da Gianni Fantoni e diretto da Davide Livermore. Megadirettori galattici venerati come divinità, la seducente signorina Silvani, l’infallibile organizzatore di disastri Ragionieri Filini e lui, il ragionier Fantozzi, l’eterno sconfitto che però, nel finale, si ridesta, lanciando una pesante critica alla società contemporanea, ancora più fantozziana di prima. Sul palco sfilano tutte le disavventure più celebri: dalle corse disperate per timbrare il cartellino alle riunioni infinite, dall’amore disperato per la Silvani, ai tentativi sportivi al limite dell’autolesionismo fino alla scena cult de ‘Il secondo tragico Fantozzi’ con quella definizione della Corazzata Potëmkin diventata immortale e recitata a memoria da tutto il pubblico. Perchè Ugo Fantozzi, il personaggio nato dalla genialità di Paolo Villaggio e reso celebre da film e libri, non è solo un impiegato medio, è un collega, un vicino e forse anche noi stessi. E le sue frasi e gag, ancora oggi, vivono nel linguaggio quotidiano. Il pubblico ha riso, ha anticipato le battute, le ha sussurrate, le ha urlate. Fantozzi, infatti, non si guarda soltanto, si vive, come la Nazionale.