È stata inaugurata al campus di Cremona dell’Università Cattolica del Sacro Cuore la mostra “Macerie – Ciò che resta, ciò che nasce”, parte del progetto “Itinerari Arte e Spiritualità”. Un percorso espositivo diffuso negli atenei italiani che non si concentra sulle immagini più evidenti della guerra, ma sulle ferite interiori, sulle assenze e sugli squarci invisibili che segnano l’animo umano. Scatti e poesie nati dal talento di Marta Ferrarini, l’artista che ha dato forma al dramma spirituale della guerra. Attraverso le opere, l’arte diventa memoria e riflessione, trasformando dolore e distruzione in un’occasione di consapevolezza. Anche nelle macerie, suggeriscono gli artisti, può nascere un segno di speranza. Un messaggio quanto mai attuale: oggi i conflitti non sono solo politici ed economici, ma spesso anche religiosi, arrivando a contraddire i valori di pace e dialogo che le fedi dovrebbero promuovere. La mostra invita così a non restare indifferenti e ad aprire uno spazio di confronto tra chi crea e chi osserva.



