Potrebbe partire dall’aeroporto di Montichiari un volo diretto in Kuwait, destinato secondo fonti sindacali ai teatri di guerra e al trasporto di materiale bellico. Nelle stesse ore, davanti allo scalo, si è svolto un presidio con sciopero promosso dall’Unione Sindacale di Base, che contesta l’utilizzo dell’aeroporto per operazioni legate al riarmo. Il punto centrale della protesta riguarda la natura stessa dello scalo, nato come aeroporto civile e oggi, secondo i manifestanti, sempre più coinvolto in dinamiche militari e strategiche. Una trasformazione che viene giudicata critica in un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti e scenari di possibile escalation globale. Il sindacato evidenzia come lavoratori e cittadini debbano essere informati e coinvolti rispetto a queste attività, ribadendo la contrarietà al transito di armi e alla progressiva militarizzazione dell’infrastruttura. L’iniziativa di oggi si inserisce in un più ampio fronte di opposizione al riarmo e richiama l’attenzione sul ruolo degli aeroporti civili all’interno dei conflitti contemporanei.



