I problemi burocratici tornano al centro dell’attenzione a Cremona, dove sul fronte dell’edilizia emergono criticità sempre più evidenti. Oggi chi vuole ristrutturare casa o venderla si trova spesso fermo prima ancora di iniziare: senza i documenti edilizi, infatti, i tecnici non possono firmare le pratiche e i cantieri restano bloccati. Una situazione che nasce dall’obbligo di ricostruire la storia degli immobili, ma che si scontra con un sistema di accesso agli atti ancora lento, basato su ricerche manuali tra faldoni cartacei. Tempi che si allungano ben oltre i limiti previsti e che, in molti casi, arrivano a durare mesi. Proprio su questo tema arriva ora una richiesta di chiarimenti attraverso un’interrogazione presentata in Comune da Maria vittoria Ceraso , con l’obiettivo di fare luce sui tempi reali di attesa, sulle pratiche arretrate e sulle possibili soluzioni per sbloccare la situazione.
Il confronto si concentra anche sul divario con altri enti pubblici già digitalizzati, dove le risposte arrivano in pochi giorni. A Cremona, invece, il rischio è quello di una città a due velocità, con conseguenze concrete per famiglie, professionisti e imprese edili. Da qui la necessità di accelerare il processo di modernizzazione già avviato, puntando sulla digitalizzazione degli archivi e su interventi urgenti per ridurre le attese. Perché semplificare l’accesso ai documenti significa rimettere in moto il lavoro e dare respiro a un intero settore.



