Cremona. Le piogge e i temporali degli ultimi giorni hanno dato solo un sollievo momentaneo. L’Autorità di Bacino del Po conferma che la disponibilità d’acqua resta insufficiente e, a Cremona, il Grande Fiume continua a registrare livelli critici, tanto che il tratto cremonese è classificato in siccità severa. Ma limitarsi a dare la colpa al caldo o alla mancanza di pioggia rischia di raccontare solo una parte della realtà. Mentre il Po perde acqua, i prelievi per irrigazione, industria e altri utilizzi continuano a mettere sotto pressione il fiume e molti dei suoi affluenti. Non a caso Regione Lombardia ha già disposto una riduzione delle erogazioni irrigue, ha aumentato i rilasci dai laghi e ha annunciato controlli sugli attingimenti per verificare che non vi siano prelievi oltre quanto autorizzato. Nel frattempo, nelle riserve idriche lombarde mancano circa 700 milioni di metri cubi d’acqua rispetto alla media e anche laghi e torrenti stanno pagando un prezzo altissimo. La vera sfida, oggi, non è solo affrontare la siccità, ma capire quanta acqua possiamo ancora permetterci di togliere ai nostri fiumi senza compromettere definitivamente il loro equilibrio.



