Cremona. La vicenda del manifesto di Pro Vita rimosso dal Comune di Cremona è ormai diventata molto più di una polemica locale. Tutto era iniziato con la decisione dell’amministrazione di far rimuovere il cartellone, dedicato alla tutela della vita nascente. Una scelta che ha immediatamente acceso il dibattito, richiamando l’attenzione del movimento Pro Vita & Famiglia, che ha denunciato quello che considera un grave episodio di censura nei confronti di un messaggio perfettamente legittimo. Il caso ha poi superato i confini della città, arrivando anche al Parlamento europeo, dove un europarlamentare ha presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti sulla vicenda e sul rispetto della libertà di espressione. Nel frattempo, ogni settimana, davanti al luogo dove si trovava il manifesto, proseguono i momenti di preghiera organizzati dai sostenitori dell’iniziativa, diventati il simbolo di una protesta pacifica che continua ancora oggi. Proprio per fare chiarezza era stata convocata la Commissione di Vigilanza. Ma il confronto non c’è stato. La maggioranza non si è presentata e anche il sindaco Andrea Virgilio ha scelto di non partecipare, sostenendo di non voler prendere parte a quella che considera una strumentalizzazione politica. Una vicenda che, anziché chiudersi con la rimozione del manifesto, continua ad alimentare interrogativi e a dividere la città su un tema delicato come quello della tutela della vita e della libertà di espressione.



