Cremona. Dal primo settembre viaggiare in treno in Lombardia costerà di più. I biglietti e gli abbonamenti Trenord aumenteranno del 3,9%, proprio mentre cresce il malcontento dei pendolari per ritardi, cancellazioni e convogli spesso sovraffollati. Un problema che riguarda da vicino anche il nostro territorio, a partire dalla linea Mantova–Cremona–Milano, una delle più utilizzate da studenti e lavoratori e da tempo al centro delle segnalazioni per i frequenti disservizi. Intanto è partita una raccolta firme per portare in Consiglio regionale una proposta di legge che chiede maggiore trasparenza, controlli indipendenti, rimborsi automatici in caso di ritardi o soppressioni e un maggiore coinvolgimento dei pendolari. E come se non bastasse, a Cremona la stazione ferroviaria resterà chiusa fino al 26 luglio per i lavori di Rete Ferroviaria Italiana al cavalcavia del cimitero, con i treni sostituiti da autobus diretti ai nodi di Cavatigozzi e Olmeneta. E la situazione resta critica anche a Piadena Drizzona, dove da mesi i residenti denunciano il rumore dei convogli lasciati in sosta notturna con motori e ventole accesi. Un problema che continua ad alimentare proteste e richieste di intervento, nonostante il momentaneo silenzio di questi giorni che hanno fermato i convogli di notte accesi sotto le case. Un silenzio che durerà fino al 26 luglio, quando i cittadini, esasperati, scopriranno se riusciranno a dormire o meno, perché Rfi per ora rimane in silenzio.



