Continua a far discutere il progetto del maxi data center previsto a Pozzaglio ed Uniti. Una struttura da circa 270 mila metri quadrati, destinata a ospitare migliaia di server attivi 24 ore su 24, che richiederà una quantità enorme di energia elettrica per il funzionamento e il raffreddamento degli impianti. Proprio per alimentarlo è prevista anche la realizzazione di un nuovo elettrodotto ad alta tensione che potrebbe interessare diversi comuni del Cremonese, tra cui Castelverde, Corte de’ Frati, Olmeneta, Persico Dosimo, Robecco d’Oglio, Casalbuttano e la stessa Cremona. Anche il fabbisogno idrico sarà molto elevato: il raffreddamento dei server richiede infatti grandi quantità d’acqua, in un territorio che già oggi deve fare i conti con periodi di siccità e una crescente scarsità della risorsa idrica. Sul progetto si intensifica ora anche la mobilitazione. Gli Stati Generali Clima Ambiente Salute e il circolo VedoVerde di Legambiente hanno organizzato per martedì 28 luglio alle 10.30, davanti alla Provincia di Cremona, un presidio dal titolo “Data Center: i territori non si vendono”, in concomitanza con l’incontro tra la Provincia e i sindaci coinvolti. Al centro del confronto il consumo di suolo agricolo, l’enorme fabbisogno energetico, il nuovo elettrodotto e le possibili ricadute ambientali e paesaggistiche di un’opera destinata a modificare profondamente una vasta area del territorio cremonese.



