(CR) INCENERITORE: CHI CONTROLLA DAVVERO LA SALUTE DEI CITTADINI?

Un’interrogazione presentata in Consiglio regionale dal Movimento 5 Stelle riaccende il dibattito sugli inceneritori lombardi. Nella risposta ufficiale, la Regione ha confermato di non avere un programma permanente di monitoraggio epidemiologico sulle popolazioni che vivono vicino a questi impianti, pur disponendo degli strumenti tecnici per realizzarlo. Un tema che riguarda direttamente anche Cremona. Per tre mandati l’amministrazione di centrosinistra aveva promesso la chiusura dell’inceneritore, mentre oggi si va nella direzione opposta con il revamping, cioè il suo ammodernamento e potenziamento. L’impianto continua a bruciare ogni anno circa 71 mila tonnellate di rifiuti, una quota significativa, circa il 40 per cento) proveniente anche da fuori provincia per alimentare il teleriscaldamento cittadino. Intanto continuano le segnalazioni dei residenti per fumi e cattivi odori, mentre restano ancora poco trasparenti i dati sulla quantità effettiva di plastica incenerita, indispensabile per raggiungere le alte temperature per produrre il gas. La questione, quindi, non riguarda soltanto il rispetto dei limiti alle emissioni, ma anche la mancanza di uno studio sanitario continuativo che permetta di capire quali effetti possa avere, nel lungo periodo, vivere accanto a uno degli inceneritori più impattanti della Lombardia.