La diffusione capillare dei cellulari e dei social ha reso i giovani trattenuti. La possibilità di essere ripresi in qualsiasi momento e poi postati online frena quegli aspetti che caratterizzavano l’adolescenza: dalle opinioni controcorrente espresse senza timore all’approccio in discoteca. Lo spettro è quello della gogna mediatica, di risultare imbarazzanti agli occhi dei coetanei e di milioni di spettatori. Ad essere compromessa è la libertà d’espressione. Viene meno la spontaneità di una generazione abituata a fare i conti con i commenti negativi degli utenti. Qualsiasi video fatto di nascosto da altri potrebbe avere un impatto sul futuro. L’odio impera sui social: la prospettiva della viralità frena la spensieratezza.



