CRISI IDRICA: CREMONA CHIEDE STATO EMERGENZA

La crisi idrica pesa sempre di più sul territorio cremonese. Il presidente della Provincia Roberto Mariani ha chiesto la proclamazione dello stato di emergenza a Regione Lombardia, in un documento diretto ad Attilio Fontana e agli assessori Alessandro Beduschi, all’agricoltura, e Massimo Sertori, alle Risorse idriche. Oggi il Po ha raggiunto i meno 8 metri e 42 centimetri sotto lo zero idrometrico. Livelli che rendono complesso anche il prelievo d’acqua utile all’agricoltura. Le pompe idrovore del consorzio di bonifica navarolo, posizionate a Isola Pescaroli, negli ultimi venti giorni, hanno ridotto la capacità di prelievo: da 6000 a 5400 litri al secondo. La gestione dell’emerga idrica comporta anche il raddoppio dei costi energetici. Basti pensare che ogni trattore impiegato richiede circa 3000 litri di gasolio al giorno. Gli agricoltori attendono di sapere se l’aumento dei costi impatterà o meno sulle proprie tariffe. Una scelta che verrà presa dopo la dismissione delle pompe, prevista per settembre.