l termine «woke», nato nell’ambiente della sinistra e legato inizialmente alla lotta contro il razzismo e le discriminazioni, oggi viene messo in discussione anche da una parte dei progressisti. Negli Stati Uniti, figure come Alexandria Ocasio-Cortez hanno iniziato a confrontarsi sul cosiddetto «Woke 1», cioè l’insieme di idee, linguaggi e battaglie che hanno caratterizzato una parte della sinistra tra la fine degli anni 2010 e il 2020. Il dibattito è arrivato anche in Italia, dove Giuseppe Conte ha sostenuto che la sinistra non dovrebbe concentrarsi sul «woke», ma soprattutto sulle disuguaglianze economiche, suscitando reazioni diverse nel centrosinistra. Il tema porta però a una domanda più ampia: che cosa significa realmente «woke» e come è cambiato il suo significato nel tempo? Il giornalista Stefano Bozza ci aiuta a capire meglio questo fenomeno.



