TUMORI, GLI STUDI DEGLI ANNI ’30 DI GAETANO FICHERA: 1.300 CASI AL CENTRO DELLA PRIMA PUNTATA DI “LABORATORIO SALUTE”

Una pagina della ricerca oncologica italiana rimasta per decenni lontana dal grande pubblico. 

Studi degli anni Trenta, una terapia biologico-nutrizionale e 1.300 casi di tumore inoperabile e metastatico che, secondo la documentazione presentata da Alessandro Govoni, arrivarono alla completa regressione. È da qui che parte la nuova di Laboratorio Salute.

Ospite della trasmissione è il dottor Alessandro Govoni, storico, ricercatore e divulgatore, laureato in Economia e Commercio a indirizzo giuridico-bancario, già consulente in ambito parlamentare e, dal 2020, istruttore nutrizionista sportivo riconosciuto CONI. Da anni Govoni porta avanti un lavoro di ricerca e divulgazione sui documenti attribuiti agli studi del professor Gaetano Fichera e sulla loro successiva riscoperta.

Al centro della prima puntata c’è proprio Gaetano Fichera, medico e chirurgo, docente universitario e primo direttore, dal 1928, dell’Istituto Vittorio Emanuele III per lo studio e la cura del cancro di Milano, l’attuale Istituto Nazionale dei Tumori. Fichera dedicò una parte fondamentale della propria attività allo studio dell’origine e della cura dei tumori, elaborando la teoria dello “squilibrio oncogeno” e sviluppando una terapia antitumorale biologica definita “chemoterapia istogena dei tumori”.

Ed è il dato sui pazienti oncologici a rendere particolarmente forte il racconto di questa sera. Secondo la documentazione e la ricostruzione che Govoni presenterà in trasmissione, le terapie biologico-nutrizionali applicate all’epoca hanno portato alla completa regressione di 1.300 casi di tumore considerato inoperabile e già in metastasi.

 Ma che cosa prevedeva questo approccio? La puntata entra nel cuore di un modello che attribuiva alla nutrizione un ruolo centrale nel terreno biologico dell’organismo. Govoni ricostruirà i pilastri alimentari indicati negli studi: latte caoagulo  (vaccino intero e pastorizzato), tuorli d’uovo crudi, olio extravergine di oliva ed olio essenziale di timo selvatico bianco, insieme a precise pratiche nutrizionali. Un’impostazione che si discosta nettamente dal moderno concetto del “mangiare un po’ di tutto” e che mette al centro specifici nutrienti, metabolismo, infiammazione e capacità dell’organismo di reagire alla malattia. La domanda attraversa tutta la trasmissione: che cosa aveva scoperto Fichera quasi cento anni fa e perché questi studi sono rimasti così poco conosciuti?

Questa sera iniziamo a ricostruire questa storia partendo dai documenti, dai pazienti oncologici e dal lavoro di uno dei pionieri dell’oncologia italiana.