Ribattezzata “Stabilicum” – o “Melonellum” dalle opposizioni – e destinata a prendere il posto del “Rosatellum” con cui si è votato nel 2022, la proposta di legge per la riforma elettorale è stata approvata dal Senato ed è attualmente in attesa del via libera definitivo della Camera. Il nostro opinionista Roberto Quaglia ci spiega in base a quale obiettivi sia stato portato da 1500 a 6000 il numero minimo di firme per collegio che chi non è in Parlamento deve raccogliere per correre alle elezioni. Un numero irraggiungibile, che scoraggia i partiti emergenti: servono infatti almeno 225mila firme complessivamente per potersi presentare alle elezioni politiche (per l’obbligo di correre in almeno metà dei collegi).



