CHIARI, RIFIUTI NEI CAMPI: SEQUESTRATO IMPIANTO DI BIOGAS

Chiari. A Chiari i Carabinieri Forestali hanno sequestrato un impianto di biogas, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Brescia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, oltre 144 mila tonnellate di digestato sarebbero state gestite e smaltite illecitamente, attraverso lo spandimento sui terreni agricoli nelle province di Brescia e Bergamo. Un quantitativo enorme. Quattro le persone indagate, mentre il profitto illecito contestato supererebbe gli 800 mila euro.

Un nuovo caso che inevitabilmente riporta alla memoria un’altra gravissima vicenda che aveva coinvolto il Bresciano: quella della WTE, esplosa nel 2021. In quell’inchiesta si parlò di circa 150 mila tonnellate di fanghi contaminati, provenienti dal trattamento dei reflui e destinati all’agricoltura, che secondo l’accusa erano stati sparsi su migliaia di ettari di terreni in Lombardia, tra cui diversi campi del Cremonese, Piemonte, Veneto e bassa piacentina e parmense .

Due procedimenti distinti, ma con un elemento che torna drammaticamente al centro dell’attenzione: materiali destinati ai campi agricoli e quindi a terreni sui quali viene prodotto anche ciò che arriva sulle nostre tavole. E ancora una volta si apre il problema dei controlli sulla filiera e sulla reale destinazione di questi materiali.