L’estate è stata segnata da temperature eccezionalmente elevate e precipitazioni irregolari. Un’anomalia che, da giugno, ha interessato tutto il Distretto del Po, aggravando la disponibilità d’acqua e mettendo sotto pressione fiumi, falde e invasi. E ora, anche se la fase più estrema della siccità è terminata, il quadro resta delicato. A Cremona, il 18 ottobre, la portata del Po era di 380 metri cubi al secondo, contro valori medi del periodo decisamente più elevati: il deficit è del 58 per cento. Le piogge stanno favorendo una risalita dei livelli dei laghi, ma il recupero delle riserve procede a fatica. In Lombardia la disponibilità media delle risorse idriche è scesa del 40 per cento, mentre il Lago Maggiore è risalito al 31 per cento del riempimento. Il problema è anche nelle falde, che restano in difficoltà in diverse aree del bacino. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici conferma quindi la severità idrica media con precipitazioni. Le precipitazioni recenti saranno valutate nei prossimi giorni, ma potrebbero non essere sufficienti a garantire le riserve necessarie per la prossima stagione. Il monitoraggio proseguirà: la prossima riunione dell’Osservatorio è fissata per il 25 novembre.



