SMANTELLATA BANCA OCCULTA DELLE MAFIE

C’è anche un uomo originario di un paese al confine tra le province di Brescia e Cremona tra gli indagati per emissione di fatture false, riciclaggio internazionale e criptovalute al centro dell’inchiesta della DDA della Procura di Milano che ha smantellato una banca occulta della criminalità organizzata da 110 milioni di euro. 30 gli arresti. L’operazione scaturisce da un’attività investigativa del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano con il supporto del Gruppo di Monza, Arresti anche in Spagna e in Svizzera. Tra gli indagati anche un autista dell’ufficio gip di Milano che si occupava dei beni sotto sequestro e che è già coinvolto in un’altra indagine. Tutto è partito da Pero, nel Milanese, dove dietro la formale copertura di una società di autonoleggio era stata costituita una vera e propria ‘banca occulta’ facente capo a tre soggetti italiani: due referenti della ‘ndrangheta crotonese e uno organico al clan dei Casalesi. La ‘banca occulta’ offriva alla propria ‘clientela’, principalmente trafficanti di stupefacenti ed evasori fiscali, tutti i servizi tipici di un istituto finanziario, ma con modalità clandestine che permettono di trasferire denaro al di fuori dei canali ufficiali aggirando i presidi antiriciclaggio. Nelle “cartiere”, basate tra Lombardia e Campania, venivano prodotte le fatture false a favore di società di edilizia, logistica e servizi, che così “abbattevano il loro reddito”. False fatture che venivano pagate con bonifici. Poi, venivano “retrocessi” i soldi cash raccolti in precedenza, con commissioni “tra il 2 e il 5% per l’illecito servizio bancario”. Infine, il riciclaggio, ossia i soldi arrivati sui conti delle “cartiere” sparivano in Lussemburgo, Lituania e Germania e si trasformavano in criptovalute gestite dall’associazione. Parte dei soldi finiva in un “fondo di solidarietà mafiosa” per detenuti di ‘ndrangheta e mafia foggiana. Per quest’ultima servivano anche a comprare armi.