Artico la situazione è disperata, ecco come lo ricongeleremo

Ecco cosa succede davvero nel Mar Artico, la situazione della calotta di ghiaccio è davvero disperata. Da ormai tanti anni il trend del livello dei ghiacci continua ad essere in grave diminuzione e si appresta anche quest’anno a sfondare l’ennesimo record negativo di livello minimo invernale nelle prossime settimane, sia come estensione che come spessore.

Lo scioglimento dei ghiacci costringe gli orsi polari a percorrere chilometri e chilometri, anche a nuoto, in cerca di cibo. Divorati da squali e orche o stremati dalla fame e dalla fatica, in molti non riescono a sopravvivere. Almeno 9 specie sono a rischio estinzione per effetto del riscaldamento globale, tra cui tartarughe, pinguini, merluzzi e leopardi delle nevi.

Ecco che forse arriva una soluzione, da un gruppo di scienziati che ha pubblicato su Earth’s Future, il giornale dell’American Geophysical Union, una nuova idea per rovesciare questa tendenza. Si tratterebbe di utilizzare delle pompe alimentate dalla forza del vento per spruzzare acqua di mare al di sopra della calotta stessa. Per farlo bisognerebbe installare milioni di pompe, queste spruzzerebbero l’acqua che si congelerebbe al contatto con la superficie del ghiaccio e andrebbe ad inspessire la calotta.
Secondo Steven Desch dell’Arizona State University, il capo progetto del team, questo sistema permetterebbe di aumentare lo spessore della copertura ghiacciata di un metro nel corso di un inverno:

“E’ rimarchevole che metà del ghiaccio del Mare Artico abbia uno spessore medio annuale di un metro e mezzo” ha scritto “Aggiungere un metro di ghiaccio nel corso di un inverno porterebbe ad un cambiamento significativo. Perché sembra proprio che la nostra unica strategia sia quella di dire alle persone di non bruciare combustibili fossili. E’ una buona idea, ma ci vuole molto di più per impedire al ghiaccio dell’Artico di sparire”.

Se non si potranno adottare immediatamente delle strategie efficaci dovremmo rassegnarci ad un aumento globale delle temperature con conseguente innalzamento del livello dei mari, che sarà critico entro meno di 80 anni per il 60% della popolazione mondiale, che corrisponde attualmente agli abitanti del pianeta che vivono in aree costiere.

Abbiamo tutti la responsabilità di promuovere iniziative a favore dell’energia pulita e dell’abbandono dei combustibili fossili, non sarà più possibile arginare i fenomeni ormai in atto ma si potranno forse tamponare le conseguenze, se si cercherà di vivere con lungimiranza e rispetto per il pianeta e per le future generazioni.