Riforma parchi: il ruolo dell’agricoltura

Con la legge di riforma in materia di parchi sono state introdotte una serie di modalità per restituire ruolo e reputazione ad organismi in grado di promuovere progetti innovativi, basati sulla collaborazione tra imprese e luoghi, in vista dello sviluppo locale sostenibile. Particolare valore è da riconoscere alla partecipazione degli agricoltori nei consigli di gestione delle aree protette, in vista di superare la marginalità e integrare i parchi nel complessivo sistema istituzionale garantendo il necessario consenso sociale. Soprattutto si afferma l’orgoglio di vivere nei parchi da parte degli agricoltori residenti nella convinzione, fatta propria dalla proposta di legge, che solo un’agricoltura che produce fa bene all’ambiente. Il binomio ambiente e agricoltura è ormai imprescindibile e in tal senso è importante sottolineare l’argomento biodiversità. L’Italia oggi, detiene il record europeo della biodiversità, con 55.600 specie animali pari al 30% delle specie europee e, 7.636 specie vegetali. Un primato raggiunto anche grazie al fatto che in Italia ci sono ben 871 parchi e aree naturali protette, che coprono ben il 10% del territorio nazionale. Il nostro Paese ha conquistato anche il primato green con quasi cinquantamila aziende agricole biologiche in Europa ed ha fatto la scelta di vietare le coltivazioni Ogm proprio a tutela del patrimonio di biodiversità.