Pianeta bimbo: Educare alla libertà e metodo Stern

In questa puntata di ‘Pianeta bimbo’, trasmissione dedicata al mondo dell’infanzia, la conduttrice e giornalista Loretta Gregori ha intervistato Andrea Sola, filosofo e didatta dell’arte, redattore del sito www.educareallaliberta.orgin. Durante l’intervista ha fatto un’analisi interessante e approfondita del rapporto adulto e bambino oggi.

Un piccolo anticipo di alcuni degli argomenti trattati:

Quali sono secondo lei i luoghi comuni da sfatare che riguardano il rapporto adulto-bambino in particolare famiglia?
<< Ubbidire è un obbligo: i bambini non vogliono farlo. L’adulto è superiore al bambino: il bambino è considerato come un oggetto. L’amore genitoriale è sempre buono: c’è una natura spesso egoista dell’amore che nasconde un desiderio di rivalsa per le umiliazioni subite nell’infanzia. I bambini sono furbi: i bambini si ribellano. Si tratta in realtà di meccanismi di difesa della propria autonomia>>.

Cosa devono fare gli adulti-genitori nel rapporto coi bambini?
<<Non devono rincorrere l’autorità perduta, devono essere guide sicure. E inoltre devono essere umili e stare loro vicini per capire cosa sono veramente i bambini, di cosa hanno realmente bisogno, dedicare loro del tempo gratuito, non farli sentire soli, riempire l’affetto di contenuti>>.

Cosa può dirci sull’ambiente in cui le famiglie crescono i figli oggi?
<<Oggi  l’ambiente è fatto di singoli non di gruppi: pensiamo alle famigli che sono ormai composte da singoli senza ruoli precisi e riconosciuti  o alla scuola dove ogni insegnante si comporta con criteri autonomi.
Gli spazi che i bambini possono occupare sono ridottissimi; i bambini hanno quasi sempre bisogno di adulti che li controllino o li occupino; i bambini hanno perso spazi di autonomia; per questo crescono con una forte dipendenza dagli adulti che tuttavia hanno perso gli strumenti per gestirli rispettandone l’autonomia.
La cultura dell’accoglienza sta scomparendo (similitudine con gli immigrati: non si sa dove metterli, esattamente come i bambini, che sono anche loro dei diversi).
L’unico modo rimasto per relazionarsi con i giovani è quello di inserirli in contesti direttivi (le attività organizzate) e di promuovere una scolarizzazione sempre più prolungata (una strada senza fine…) dove tutto dovrebbe diventare scuola.
Questa è una strada solo teorica naturalmente, che sta infatti fallendo clamorosamente per la impossibilità di percorrerla (dovuta svariate ragioni oggettive e soggettive) ed ha come conseguenza l’occupazione di questo spazio scoperto da parte delle attività solitarie (i videogiochi per i più piccoli e internet per i più grandi)>>.

Nella seconda parte della trasmissione parleremo del metodo Stern, ispirato al grande artista Arno Stern. Faremo parte di un laboratorio che Sara Paini tiene presso il maneggio Sherwood, a Noceto, nel Parmense.

Vi potrete godere l’atmosfera di questo laboratorio chiamato “Il gioco del dipingere” un atelier artistico per bambini e adulti che collaboreranno insieme sperimentandosi nella bellezza e nel benessere dello STARE immersi nella natura a contatto con i cavalli e gli animali.

Un luogo in cui fare esperienza ritrovando e coltivando il piacere di giocare in una società cosi sempre di corsa in cui ognuno di noi a volte ha il bisogno di fermare il tempo.

L’idea che sostiene il progetto nasce dalla necessità di testimoniare un modo d’apprendere che difenda ed esalti i diritti e le potenzialità dei bambini e degli adulti, che stimoli la creatività e l’espressione della propria anima e del proprio vissuto imparando a condividerlo e a farselo proprio nella più totale libertà.

Un luogo dove si disimpara la competizione, lontano da pregiudizi condizionamenti e inibizioni diventa sede di attività di manipolazione argilla e altri matriali, laboratori pittorici narrazioni e non solo…luogo del GIOCO DEL DIPINGERE secondo il pensiero di Arno Stern.

 

Qualcosa di più su Arno Stern

Arno Stern (Kassel, 1924). Dopo un’esperienza come educatore in un istituto per orfani di guerra, dove fa dipingere i bambini, apre il suo primo Atelier di Pittura a Parigi, nel 1949. E’ testimone attento della Formulazione – oggetto di una nuova disciplina, la Semiologia dell’Espressione. Da decenni Stern illustra la propria esperienza in conferenze e dibattiti e tiene corsi di formazione in tutto il mondo. Tra i suoi libri pubblicati in Italia Il Closlieu. Il chiostro dei colori (Moretti&Vitali), Dal disegno infantile alla Semiologia dell’Espressione (Armando) e Felice come un bambino che dipinge (Armando).