Blockchain, una rivoluzione tecnologica dell’energia

La società tedesca E.ON e quella italiana Enel, hanno scambiato elettricità, per la prima volta, tramite una nuova piattaforma di trading digitale che utilizza la tecnologia di transazione nata con i bitcoin. Questa tecnologia viene chiamata ‘blockchain’ che per ora contagia il mercato dell’energia digitale.

Solamente che ha familiarità con questa parola potrebbero essere portato ad associarla spontaneamente con i bitcoin. In effetti questa tecnologia è nata essenzialmente per poter effettuare transazioni con la moneta digitale. In particolare parliamo di transizioni sicure e senza intermediazioni bancarie.

Ecco che arriva la prima volta per verificare il potenziale per questo metodo di pagamento che riguarda il trading dell’energia, con una prima volta unica in Europa. In questo caso la transizione energetica via blockchain è una pietra miliare non solo per le due società ma per tutto il mercato comunitario dell’elettricità.

Il funzionamento di questo metodo innovativo consente l’elaborazione e la registrazione di transazioni economiche, sicure e dirette, senza la necessità di una terza parte che funga da intermediario centrale, come una banca o un’autorità pubblica. I blocchi di questa catena sono rappresentati da nodi di una rete in grado di gestire in modo condiviso le informazioni e i record. Nel mondo energetico questi nodi non sono altro che impianti di produzione, sistemi di accumulo e microgrid che interagiscono direttamente tra loro in pochi secondi, tagliando fuori l’intermediario.

Grazie a questo approccio decentralizzato permette essenzialmente di abbassare i costi delle transazioni. Sul fronte energetico permettere di facilitare un gran numero di applicazioni, in particolare le offerte di tipo “peer-to-peer” (P2P) su piccola scala.

L’associazione europea del settore energetico EURELECTRIC  è stata una delle prime a intravederne le potenzialità definendo addirittura il blockchain come la tecnologia in grado di “rivoluzionare l’industria energetica”.

“Le principali applicazioni possibili in tutta la catena di approvvigionamento elettrico includono l’ottimizzazione dei processi, tra cui le reti e le piattaforme di trading” spiegava solo poco tempo fa l’associazione. L’attenzione sul tema è cresciuta così tanto che l’Agenzia tedesca per l’energia ha intervistato l’industria nazionale per capire che aria tirasse. Il risultato è che metà dei dirigenti ha dichiarato di aver già sperimentato il blockchain o di essere prossima a farlo.

“Enerchain costituisce un buon esempio di collaborazione aperta che attraversa l’intera industria. Tutti noi confidiamo nell’enorme potenziale che la tecnologia blockchain possiede nei confronti del nuovo mercato dell’energia,  e soprattutto per i nostri clienti” spiega Matthew Timms, Chief Digital Officer di E. ON.