ISDE Italia, cioè i medici per l’ambiente, l’Ordine dei Medici della provincia di Savona e il WWF si trovano insieme per dire che la salute e l’ambiente non possono permettersi il carbone.

Infatti, mercurio, cromo, arsenico, ossidi di zolfo, polveri fini e ultrafini sono tra i principali inquinanti prodotti dalle centrali a carbone, spesso ben oltre i limiti consentiti, che minacciano salute e ambiente. E siccome le alternative ci sono e si chiamano efficienza energetica e energie rinnovabili, il carbone va eliminato come fonte energetica.

L’associazione europea Healt and Enviroment Alliance ha calcolato che se si chiudessero tutte le centrali elettriche alimentate a carbone in Europa si eviterebbero oltre 18.200 morti ogni anno, si risparmierebbero 2.100.000 giorni di cure farmacologiche e fino a 42,8 miliardi di euro l’anno in costi sanitari. Guardando in casa nostra, a Vado ligure, la chiusura della centrale (secondo quanto scritto nel Decreto di Sequestro Preventivo dei gruppi a carbone della centrale termoelettrica di Vado Ligure, emesso da parte del Tribunale di Savona in data 11 marzo 2014) eviterebbe ogni anno mediamente: 86 ricoveri complessivi di bambini per patologie respiratorie e asma, 235 ricoveri complessivi di adulti (malattie cardiache più respiratorie) 48 morti tra gli adulti (malattie cardiache più respiratorie).

Se il costo di tutti gli effetti negativi della combustione del carbone fossero pagati da chi ci guadagna sopra, e non dalla collettività, il carbone non converrebbe a nessuno. Ma la questione è anche morale e giuridica: è lecito cercare di guadagnare con un’attività che produce danni ormai largamente accertati alla salute e alla vita di migliaia di persone e quelli, indiretti ma egualmente devastanti, al Pianeta? La risposta è NO. Le alternative che ci permetterebbero di rinunciare al carbone, la fonte di energia più inquinante in assoluto, ci sono e si chiamano efficienza energetica e fonti rinnovabili.

A dimostrazione dell’urgenza e della gravità della situazione il WWF Italia riferisce che la British Medical Association, l’organo di rappresentanza dei medici nel Regno Unito, ha recentemente votato per mettere fine ai propri investimenti in società del settore combustibili fossili e di trasferirli a società che lavorano per le fonti energetiche rinnovabili, ed è la prima organizzazione sanitaria al mondo a farlo.

Anche in Italia aumenta la consapevolezza su questi temi visto che i medici sono chiamati sempre più ad avere un importante ruolo sociale e ad adoperarsi alla “promozione di salute, ambiente e salute globale” come recita l’articolo 5 del nuovo Codice deontologico, approvato dalla Federazione degli Ordini Medici Chirurghi e degli Odontoiatri lo scorso 17 maggio.

Occorre rilanciare la prevenzione, vale a dire l’eliminazione delle cause di malattia e di decesso. Occorre dare una mano ai promotori di salute perché possano confrontare i dati e le conoscenze, e perché non si sentano impotenti davanti a cause che non possono rimuovere individualmente. Inoltre visto che le alternative al carbone sono ormai molte, è ora di metterlo tra i problemi da eliminare, è ora di archiviare il carbone!’ .

Tutto ciò e molto altro è stato affermato nella Conferenza Nazionale “L’impatto sanitario del carbone” tenutasi a Savona il 15 luglio 2014. (http://stopcarbone.wwf.it/)

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