La Commissione Agricoltura di Regione Lombardia ha varato il piano di contrasto al proliferare delle nutrie. Un provvedimento che, se approvato, condannerà a morte oltre 2 milioni di roditori. È prevista infatti l’eradicazione di questi animali attraverso metodi di abbattimento che prevedono l’usodelle armi comuni da sparo e da lancio individuale, la gassificazione e sterilizzazione controllate e il trappolaggio. Gli interventi potranno essere attuati anche nel periodo e nelle zone in cui vige il divieto di caccia. Il provvedimento prevede anche lo studio di metodologie innovative per un abbattimento meno cruento, in collaborazione con le università lombarde. Il motivo di un tale accanimento è attribuito ai danni recati alle coltivazioni del mantovano, bresciano, cremonese e lodigiano, giudicati pesantissimi. Il provvedimento è stato presentato da Carlo Malvezzi (NCD), coordinatore del gruppo di lavoro in seno alla Commissione Agricoltura, presieduta da Alessandro Fermi (FI) che ha anche condiviso con tutta la Commissione la decisione di chiedere che i 420.000 euro già stanziati per l’emergenza non vengano toccati nel periodo che porteràalla votazione del provvedimento in Consiglio.Il via libera è arrivato a larghissima maggioranza, con la sola astensione del Movimento 5 Stelle. Anche in questa occasione è stata scelta la soluzione peggiore per questi animali, bypassando sui progetti di sterilizzazione già sperimentati, tra l’altro, anche in alcuni comuni lombardi.

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