Piantare un seme in giardino significa dare un futuro al nostro pianeta

La Fao stima che tra il 1900 e il 2000 sia scomparso il 75% della diversità delle colture italiane, mentre negli ultimi 40 anni abbiamo perso il 28% della superficie coltivabile, fenomeno che ha contribuito a rendere più vulnerabile il nostro territorio al dissesto idrogeologico. Da qui la necessità di valorizzare il territorio, informando e sensibilizzando le nuove generazioni attraverso un gesto simbolico, come la semina di nuove piante, per contribuire alla sicurezza alimentare, alla lotta alla fame, alla gestione sostenibile dei terreni. La campagna “Semina il futuro”, promossa dall’Ong ambientalista Green Cross Italia nell’ambito della XXIII edizione del concorso “Immagini per la Terra”, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione dal 19 gennaio, chiama tutti, famiglie, scuole, comunità, a diventare “custodi della biodiversità”. E a coltivare varietà di ortaggi e di frutti locali senza usare concimi chimici. Ma anche a seminare idee e a mettere in atto pratiche virtuose. Come hanno fatto all’Istituto agrario “Egidio Lanoce” di Maglie (Lecce), dove i ragazzi hanno realizzato l’impianto di irrigazione goccia a goccia nel frutteto della scuola, o nel liceo “Francesco Orioli” di Viterbo con lo spot “Semina il futuro”. E come faranno i tanti progetti attesi per l’edizione 2015 del concorso. Riflettori accesi, dunque, sui giovani e sulla loro energia creativa, per stimolare, anche in famiglia, le buone pratiche di agricoltura sostenibile e per affrontare temi che nel nostro Paese sono di stringente attualità: la perdita della biodiversità e il consumo di suolo.