Raccogliamo la testimonianza della Sig. Silvia di Roma, trent’anni che racconta come la sua vita sia cambiata da quando, due anni e mezzo fa, iniziò a seguire la dieta in base ai gruppi sanguigni e ai preziosi consigli del Dott. Piero Mozzi. E’ cresciuta con latte artificiale e, dopo lo svezzamento, la sua alimentazione è stata sempre molto controllata: niente omogenizzati ma frutta, verdure, carne e pesce passati, pasta tutti i giorni. Intorno ai 17 anni cominciò a soffrire di pruriti vaginali, soprattutto dopo o durante i rapporti. Le dicevano fosse candida, la imbottivano di lavande, antimicotici e fermenti lattici. Ma nulla cambiava: i pruriti e i fastidi peggioravano e la ginecologa decise di operarla facendo un piccolo taglietto sulla zona della forchetta, per eliminare una “protuberanza” che poteva causare fastidi durante i rapporti. Aveva 21 anni. Intanto la sua dieta non era cambiata, anzi: spesso era a pranzo fuori, quindi mangiava hamburger, patatine fritte, pizza, pasta, panini ripieni e molti dolci cremosi e formaggi stagionati. Per non parlare della colazione, composta dal classico latte e cacao con biscotti o cereali. Dopo l’operazione iniziò a stare relativamente meglio. Eppure, già a partire dai miei 23 anni le cose iniziarono di nuovo a peggiorare. E molto. I dolori nella zona vulvare erano più insistenti, non solo durante o dopo i rapporti. Erano costanti e continui nel corso della giornata e la zona interessata arrossata. Silvia ha  fatto milioni di tamponi, analisi, cambiato tantissimi ginecologi e terapie. Finché il suo omeopata iniziò, a seguito di una sua osservazione (“Quando mangio il pane sto peggio”) a togliermi i latticini e i lieviti. Poi gli zuccheri. Notò un primo miglioramento. Ma non bastava. Iniziò a notare la connessione tra alimenti e stato di salute. Ma non riusciva bene a capire cosa realmente la facesse peggiorare. Decise così di diventare vegetariana ma comunque i fastidi non sparivano, al massimo diminuivano. Decise di farsi vedere da una ginecologa che le disse che soffriva di vulvodinia, che era una sindrome difficile da curare e che una delle soluzioni più accreditate era prendere psicofarmaci antidepressivi a piccole dosi. Silvia si rifiutò. Un pomeriggio rientrò a casa e sua  madre le disse di aver visto su una rete locale del Nord Italia un medico che diceva le stesse cose che avevo iniziato a sostenere lei da qualche tempo: che c’era una correlazione tra cibo e stato fisico, che i vaccini erano evitabili, che le arance portavano a dolori articolari. Ne rimase colpita e chiese il nominativo. Cercò su internet, vidi i primi video e capì che si trattava di emodieta. Cosi, senza lasciare la mia dieta vegetariana, iniziai ad eliminare gli alimenti sconsigliati e mi feci spedire la dieta salute dallo stesso Mozzi, ove chiaramente c’era scritto di limitare al massimo l’uso di latticini, zuccheri e cereali. Eppure si rendeva conto di non riuscire: aveva una grossa difficoltà a togliere gli zuccheri e quindi la seguiva in grandi linee.  Decise quindi di prendere appuntamento con il dottore. Fu molto chiaro: Silvia doveva eliminare latte, latticini e derivati, tutti; mangiare pochi cereali, diminuire la frutta e gli zuccheri drasticamente; prendere acqua e limone la mattina a digiuno e bere lontano dai pasti; in caso di candida, fare delle lavande con calendula. Tornò a casa e provò, unendo la terapia all’agopuntura, ma per molto tempo fece la dieta a mozzichi e bocconi. Dopo un anno la situazione non migliorava. Decise quindi di andare da un’altra esperta di vulvodinia, che fu molto drastica: sarebbe peggiorata, il pavimento pelvico era molto contratto e sarebbe andato peggiorando. Unica soluzione: psicofarmaci presi a piccole dosi per alleviare il dolore. Silvia uscì da quella visita distrutta e decise, forse proprio allora, che era il caso di iniziare la dieta seriamente. Lasciò l’agopuntura e iniziò a non mangiare più latticini, a eliminare i dolci e a mangiare più proteine: principalmente pesce e qualche volta carne bianca. I benefici furono quasi immediati. Nel frattempo avevo anche iniziato un’altra terapia, chiamata CRM, che sicuramente mi ha aiutato a livello posturale. Pensai di poter mangiare di nuovo tutto, ma riprovavo e di nuovo ricadevo nel dolore. Lasciò anche questa ultima terapia e da un anno si dedica esclusivamente alla dieta. La sua alimentazione è completamente cambiata. Prima di tutto mangia la quantità di cibo che le occorre. La mattina   beve acqua e limone mezz’ora prima della colazione. In estate solitamente mangia frutta e uovo alla coque con caffè di cicoria, mentre d’inverno le colazioni diventano più proteiche: crepes di quinoa con burro di mandorle o schiacciata di zucca o pesce spada/tacchino tagliati molto sottili con carote. A pranzo mangio legumi (lenticchie, cannellini, piselli, fave, cicerchie, fagioli dell’occhio) con verdure e pesce consentito (sarde, sgombro, merluzzo, salmone, pesce di acqua dolce) cotto sulla griglia, al forno o lesso. Il suo dolce è diventato andare a mangiare il sushi una volta a settimana per pranzo. Per cena prepara passato di verdure o altre ricette a base di ortaggi consentiti. Gli spuntini sono principalmente composti da frutta secca: mandorle, arachidi, bruscolini, noci di macadamia, nocciole tostate o biscottini di cannellini, uovo e tonno. Si concede dei dolci consentiti (brutti ma buoni, croccante, pandolce di quinoa, torta di mandorle, cioccolato fondente, tutti fatti rigorosamente in casa), soprattutto negli spuntini della mattina e nelle stagioni non fredde, e ho notato che, rispettando le combinazioni alimentari, li tollera molto meglio.  Come si sente? Molto, molto bene: il suo corpo, da sempre longilineo, è tonico e muscoloso. E’ piena di energie e fa sport quasi tutti i giorni. I pruriti nella zona vulvare sono drasticamente diminuiti, la zona della forchetta è rosea (diventa rossa o dà prurito solo quando mangio qualcosa di sbagliato o faccio errate combinazioni, come fosse un campanello di allarme del mio fisico). Le emorroidi sono scomparse. Prima aveva sempre la pancia molto gonfia, pora non più. E più segue la dieta in maniera scrupolosa, più vede risultati.

Per contattare il dott. Mozzi:

Località Mogliazze, Bobbio (Pc)

e-mail: info@mogliazze.it

Tel: 0523 936633 – Fax: 0523 936633

www.mogliazze.it.

 


 

2 Risposte

  1. patrizia palombi

    soffro di secchezza vaginale ed è molto fastidiosa ho 65 anni e vorrei se mi desse qualche consiglio grazie io sono rh 0 positivo

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata