Cremona “Le sentenze non si commentano ma si accettano, vedremo le motivazioni”. E’ questo il commento rilasciato da Rosetta Facciolo della Lega nazionale per la Difesa del Cane alla domanda se giustizia sia fatta o se manchi qualche tassello al quadro accusatorio che ha portato alle sentenze di condanna per la vice presidente dell’associazione Zoofili Cremonesi Cheti Nin e le due volontarie del Canile Laura Gaiardi e Elena Caccialanza, condannate rispettivamente la prima a due anni e due mesi e le altre ad un anno e tre mesi ciascuna per uccisioni di cani per crudeltà.  Esce  dalla vicenda la veterinaria dell’Asl Michela Butturini e Maurizio Guerrini allora presidente dell’Associazione che gestiva il canile, accusato di malversazione ai danni dello Stato. Non sono infatti emersi elementi sufficienti dalla contabilità per sostenere la malversazione di soldi pubblici, che spiegherebbe i motivi delle uccisioni.  Il canile comunale di cremona ha convenzione con 42 comuni limitrofi e la  possibiità per i vertici del canile di fare altre convenzioni e prendere altri cani significa introiti maggiori. Ripercorre i fatti Rosetta Facciolo, che da sola a partire dal 2009 ha seguito la vicenda che oggi,  nel 2015, rischia di vedere i reati cadere in prescrizione.  A spingere l’animalista ad avvicinarsi al Canile le voci che giravano in città sulle uccisioni di cani, voci rimaste tali fino all’ammissione di una delle volontarie. Da allora la Facciolo si mise a frequentare il Rifigio del Cane per raccogliere elementi da portare in tribunale. In più occasioni le prove furono archiviate perché non sufficienti per un’ inchiesta ma la collezione di elementi è proseguita fino a  far partire il procedimento. Sulla base degli elementi raccolti si sono attivati i Nas che nelle perizie descrivono le morti dei cani,in molti casi trovati con echimosi interne ed esterne procurate nel tentativo di tenerli fermi per la somministrazione della puntura letale: cani addirittura trovati con il collo fratturato e altri morti per infarto dalla paura. E’disponibile la perizia, per chi volesse approfondire l’orribile vicenda. Oggi l’Associazione Zoofili esiste ancora e gestisce ancora il Canile Comunale, dove operano ancora Cheti Nin e Laura Gaiardi . Anche i ruoli, a parte Guerrini, rimangono invariati, come le convenzioni. In tutta la vicenda secondo Rosetta Facciolo, il grande assente è stato il Comune, che non ha vigilato e non si è costituito parte civile: cosa che permette ancora oggi all’Associazione di gestire il Rifugio. Rosetta facciolo va avanti e l’idea è ora di presentare  un’ istanza al comune di Cremona per chiedere collaborazione verifica e trasparenza sulla gestione del Canile.

 

Susanna Grillo

 

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