In Toscana nelle ultime settimane CAI, SSI e Federparchi, insieme ad altre associazioni ambientaliste del territorio, si sono schierate contro l’approvazione di un maxiemendamento al Piano Paesaggistico regionale che, se approvato, vedrebbe vanificate le misure introdotte per la tutela delle Alpi Apuane, devastate dall’escavazione del marmo. L’attività estrattiva, già molto impattante e con effetti irreversibili, ha avuto un’accelerazione dovuta alla possibilità di riciclare i residui di lavorazione. Oltre a danneggiare il paesaggio, le cave inquinano anche i bacini idrici del Parco regionale delle Alpi Apuane, sia di superficie che sotterranei. Ad oggi il Ministero non ha ancora dato il via libera al nuovo Piano, riservandosi di studiarlo attentamente prima di un’eventuale via libera.??CAI, SSI e Federparchi non possono non esprimere preoccupazione per quanto accade in Toscana, dato che le Apuane non stanno venendo considerate per quello che sono: una gigantesca “macchina d’acquedotto” strategica per un vastissimo territorio. Negli appuntamenti speleologici del 2015, ovvero il XXII Congresso Nazionale a Pertosa-Auletta (30 maggio-2 giugno) e l’incontro-raduno nazionale a Narni durante il Ponte dei Morti, le risorse idriche sotterranee saranno tra i temi principali all’attenzione.??Risale all’autunno scorso l’appello di CAI e altre associazioni per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico, in quanto “l’attenzione idroelettrica ai corsi d’acqua di montagna la depriva del bene più prezioso per una produzione energetica quantitativamente decisamente insignificante rispetto ai fabbisogni nazionali”.??Questo appello è molto sentito soprattutto in Veneto, territorio dove il CAI e le altre associazioni hanno per prime posto il problema all’attenzione con la Carta di Pieve di Cadore. “Nonostante le oltre 3.000 centrali idroelettriche già esistenti in Italia, i pochissimi corsi d’acqua che mantengono condizioni di naturalità elevata sono soggetti a una pressione senza precedenti a causa degli incentivi statali alle rinnovabili”, questo il passaggio fondamentale dell’appello nazionale, che chiede in primis lo stop degli incentivi sul mini-idroelettrico. ??In Veneto ad oggi sono ben 172 le richieste di nuove concessioni di sfruttamento idroelettrico. Le autorizzazioni, anche grazie alla pressione del CAI e delle altre Associazioni, sono sospese temporaneamente fino a che non saranno emanate le linee guida sulla VIA dal Governo, anche se la Regione sta continuando ad autorizzare diversi progetti di mini-idroelettrico soprattutto in Provincia di Belluno.??C’è attenzione al Matese, tra i più importanti acquiferi carsici dell’Italia meridionale, montagna protetta a metà, nel versante della Campania e da tutelare anche nel Molise, correggendo un’anomalia territoriale e sociale.??L’attività di monitoraggio di CAI, SSI e Federparchi, previste dalla Convenzione d’Intesa stipulata dalle tre Associazioni, consente di monitorare casi come quelli sopracitati e per far comprendere quanto i diversi ecosistemi siano collegati e influenzabili, quindi necessitino di particolare tutela

 

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