E’ una corsa contro il tempo quella portata avanti dalle associazioni Uomo e Territorio Pro Natura, Legambiente Vallecamonica, Italia Nostra, Gruppo Italiano Amici della Natura, Lontanoverde,  Conferena Stabile delle Sezioni e Sottosezioni Cai Vallecamonica Sebino, Tam coordinamento Cai Vallecamonica Sebino, Cai Cedegolo, Osservatorio Territoriale Edolense, Osservatorio Territoriale Darfense, per difendere il Parco Naturale dell’Adamello, in provincia di Brescia. Quest’area è infatti minacciata dalla proposta avanzata dal Comune di Breno, di  riperimentazione, cioè la  riduzione di circa 100 ettari, con notevoli ripercussioni sulla tutela della fauna selvatica delle aree di interesse faunistico e botanico. Le associazioni sono convocate per domani,  poco prima della Giunta Esecutiva che si riunirà per decidere se fare propria tale richiesta.  Le Associazioni chiedono alla Comunità Montana di non accogliere la proposta di riduzione dell’area di Parco Naturale e di aumentare i livelli di attenzione sulla fauna,  nonché di investire nello sviluppo di attività turistiche a basso impatto ambientale al fine di conservare i già precari livelli di biodiversità e la qualità della vita delle comunità locali. La loro preoccupazione è espressa nel seguente comunicato. ” Esprimiamo forte preoccupazione in merito alla proposta avanzata dal Comune di Breno, in provincia di Brescia, in merito alla riperimetrazione dell’area del Parco Naturale dell’Adamello con conseguente riduzione della stessa di circa 100 ettari (6.4% circa del totale). Infatti, pur riconoscendo la difficile leggibilità dell’attuale confine che non segue elementi territoriali riconoscibili, si evidenzia che anche il nuovo confine proposto riproporrebbe sostanzialmente le medesime problematiche e che tale problema verrebbe ovviato solo portando il confine meridionale del Parco Naturale – tra la località Bazena a la località Cadino della Banca – in corrispondenza della ex SS 345, o semplicemente tabellando nuovamente l’attuale confine e manutenendo adeguatamente la segnaletica. Inoltre, è da sottolineare che la proposta del Comune di Breno interessa un’area di notevole valenza naturalistica e che l’esclusione di tale area sarebbe in contrasto con le prescrizioni che prevedono la possibile estrazione di porzioni di territorio sottoposto a vincoli di tutela solo in accertata presenza della perdita dei fondamentali requisiti naturalistici. L’area in questione infatti è importante (vocazione alta) per la Coturnice (Alectoris graeca) e il Gallo forcello (Tetrao tetrix) – entrambe specie in Allegato I della Direttiva 2009/147/CE concernente alla conservazione degli uccelli selvatici e il cui status di conservazione nel Parco viene classificato nel Piano di Gestione della ZPS IT 2070401 Parco Naturale dell’Adamello (adottato con deliberazione assembleare n.11 del 26/04/2013 della Comunità Montana di Valle Camonica) come “non favorevole – inadeguato”- così come per la Lepre variabile (Lepus timidus). In tal senso ricordiamo che per le specie di galliformi citate viene stimata una consistenza numerica nel territorio del Parco già molto inferiore a quella potenziale e pertanto emerge l’assoluta necessità – anche per soddisfare gli impegni comunitari di conservazione delle specie che qualificano la ZPS – di mantenere ed ampliare la tutela di zone strategiche come quella in questione che ha un’eccezionale valenza anche per specie quali Aquila reale (All. I Direttiva 2009/147/CE concernente alla conservazione degli uccelli selvatici), Pernice bianca (All. I, All. II/1, All. III/2 della Direttiva 2009/147/CE concernente alla conservazione degli uccelli selvatici), Capriolo e Marmotta. Si ricorda inoltre che la zona oggetto di richiesta di stralcio è attualmente classificata come Sito di Importanza Comunitaria (SIC IT 2070006 Pascoli di Crocedomini-Alta Val Caffaro) e come Zona di Protezione Speciale (ZPS IT 2070401 Parco Naturale dell’Adamello) a sottolineare come tale zona sia ritenuta importante sotto il profilo naturalistico anche a livello nazionale e comunitario. Oltre a ciò ricordiamo che tale ambito – ricompreso nel SIC “Pascoli di Crocedomini-Alta Val Caffaro“ – è caratterizzato da particolari fenomeni geologici e carsici unici nel Parco dell’Adamello, che conferiscono alla zona una notevole diversificazione di biotipi e paesaggi e qui vede la presenza di specie botaniche endemiche e rare (Pulsatilla alpina subsp. alpina e subsp. apiifolia, Cerastium uniflorum, Pedicularis kerneri, Anemone narcissiflora, Anemone baldensis, Artemisia umbrelliformis, Fritillaria tubaeformis). Si prega di considerare, inoltre, che già allo stato attuale le densità delle popolazioni di fauna alpina in Valle Camonica sono tra le più basse delle Alpi – in netta contrapposizione con quanto rilevato nel vicino Trentino, appena al di là dei confini regionali – a causa di un prelievo venatorio sostenuto che si accompagna ancora a diffusi fenomeni di bracconaggio. Ricordiamo che la presenza, e quindi la possibilità di osservare, fauna selvatica è una delle principali motivazioni che spingono i turisti a visitare il Parco dell’Adamello e più in generale la Valle Camonica (il turismo naturalistico è uno dei pochi settori economici in crescita anche in questi periodi prolungati di diffusa crisi economica) e che la ricaduta economica del turismo in zone marginali e disagiate potrebbe costituire una delle poche possibilità per sviluppare economie locali sostenibili importanti per la qualità della vita delle comunità locali.

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