54 oggetti in avorio finemente intagliati e di notevole pregio, per un peso complessivo di circa 70 chili sono stati rinvenuti a Roma, all’interno dell’abitazione privata di un funzionario estero, dagli Agenti del Servizio centrale CITES del Corpo forestale dello Stato. Oltre all’avorio il proprietario di casa nascondeva anche opere realizzate con denti di ippopotamo. I Forestali, nel corso delle verifiche, hanno appurato che tutto il materiale risulta essere privo della documentazione e ne è stata accertata l’illegale introduzione sul territorio Nazionale. L’avorio non lavorato sul mercato nero ha un valore stimato di circa 500 euro al chilo, mentre quello intagliato e decorato raggiunge valori molto alti. Infatti, il valore stimato, degli oggetti sequestrati sarebbe di circa 50mila euro. Il pregiatissimo materiale ormai non è più commercializzabile, se non in presenza delle opportune certificazioni di provenienza e legittimità rilasciate dalle Autorità CITES presenti nel mondo. Il proprietario dell’ abitazione è stato denunciato dalla Forestale all’Autorità Giudiziaria competente per detenzione e importazione illegale di avorio di elefante senza le dovute certificazioni previste dalla normativa internazionale che regola il commercio di prodotti derivanti da specie protette. Il bracconaggio ha ridotto significativamente le popolazioni naturali degli elefanti asiatici e africani, che stanno scomparendo a causa del commercio per lo più illegale di avorio grezzo destinato alla realizzazione di statue, gioielli, timbri e souvenir e, come riportato anche recentemente dalla stampa internazionale, di articoli a soggetto religioso destinati ad uno specifico mercato, come quelli rinvenuti nel corso di questa operazione. Il sequestro effettuato segue evidenzia la particolare attenzione che il Servizio CITES del Corpo forestale dello Stato rivolge a questo particolare crimine.

 

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