Speciale a cura di Claudia Barigozzi. Per migliorare la qualità della nostra vita sta diventando sempre più necessario tendere a un modello economico basato su un uso sostenibile delle risorse e una riduzione decisa degli impatti ambientali e sociali. Oggi, la green economy è riconosciuta come uno strumento da applicare in tutti i settori della produzione di beni e servizi, per arrivare a un nuovo modello di sviluppo in grado di garantire benessere per tutti. Un obiettivo da raggiungere, dunque, ma anche una fase si transizione per ottenerlo. In che modo? Promuovendo l’uso di fonti energetiche alternative che siano abbondanti, distribuite su tutto il pianeta, non nocive per l’uomo e per l’ambiente e in grado di sostenere il benessere economico. L’energia, dunque, l’indipendenza energetica va cercata. Ma dove? E a cosa bisogna dare la priorità? La produzione di rifiuti, ormai, è diventata un problema per tutto il pianeta. Si sta però rafforzando la consapevolezza delle conseguenze che questo ha sull’ambiente, e quindi la necessità di diminuire i rifiuti e di considerarli non uno scarto, ma una risorsa, qualcosa che può essere rivalorizzato. In aggiunta ai danni per l’ambiente, ormai anche la spesa per il loro smaltimento ha raggiunto cifre esorbitanti: secondo la Banca Mondiale, infatti, lo smaltimento costerebbe circa 205 miliardi di dollari all’anno e questa cifra è destinata a crescere notevolmente, se non ci sarà un’inversione di tendenza. Sempre a livello locale, non solo Cremona, ma anche Piacenza convive con le problematiche legate all’inceneritore e la tendenza, in questa città, sembra rivolta al mantenimento della struttura. Complice anche il percorso ad ostacoli che si rende necessario per un cambiamento reale, effettivo, migliore per l’uomo e per l’ambiente.

 

 

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