Cremona Basta, la convenzione viene disdetta entro il termine di giugno e il Comune non darà più quei 250mila euro all’Aler. Non sarà rinnovato l’accordo biennale, con cui il Comune nel 3013 aveva dato in gestione all’azienda regionale ben 800 alloggi. Il Comune farà da sè e da gennaio gestirà direttamente tutte le sue 1060 case popolari. Ma non solo. La giunta Galimberti intende ristrutturare almeno ottanta alloggi entro la fine del 2015 e poi assegnarli. L’effetto sarà di ridurre quel dato di duecento appartamenti vuoti, che possono essere riutilizzati con opere di manutenzione. In più, l’amministrazione si sta riorganizzando per attivare un’organizzazione burocratica più semplice. Non si creerà un nuovo ufficio casa né ci saranno dirigenti in più: l’amministrazione municipale farà rientrare il dipendente prestato all’Aler e unirà in un unico staff il personale attuale che si occupa dell’emergenza casa. Il punto di riferimento per il pubblico saranno gli uffici di largo Carelli, vicino al centro famiglie di via Brescia. L’assessore al patrimonio Andrea Virgilio non fa dichiarazioni di guerra all’Aler, che continuerà a collaborare con il Comune su diversi fronti, ma farà lavorare insieme i settori che gestiscono le manutenzioni e le politiche sociali. Aumenterà poi la quantità di alloggi a disposizione per le emergenze come gli sfratti. Ci saranno undici abitazioni rese disponibili in via Platina, sette in via Alfeno Varo e altre quattro provenienti dal federalismo demaniale. Crescerà, dal 20 al 25, la percentuale di case disponibili per le urgenze sul totale dei bandi semestrali. Il centrosinistra concluderà così alcuni progetti promossi dall’ex assessore Luigi Amore, e inoltre istituirà un Osservatorio casa, per trattare tutti i temi legati all’emergenza abitativa, ormai diventata un problema sociale, quindi di competenza e responsabilità del Comune non dell’Aler, che nella sua storia si è occupata di case per i lavoratori e di edilizia pubblica, non del welfare. Uno dei problemi più difficili, oltre alle molte nuove povertà, è il dramma del ceto medio, in difficoltà tra affitti privati alti, precariato e carenza di alloggi pubblici a canone moderato. Il Comune vuole iniziare il cambiamento. Tre gli assessorati interessati, quello di Virgilio, di Rosita Viola e di Mauro Platè.

 

Paolo Zignani

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