Speciale. Claudia Barigozzi ci introduce nell’affascinante mondo di “Piante, fiori e frutti antichi” interessante rassegna che si è tenuta nella splendida cornice del Castello di Paderna, nel piacentino. La manifestazione, organizzata da Claudia Marchionni e promossa dal FAI, Comitato di Piacenza e dal Castello di Paderna, è un punto di incontro e di confronto per operatori, studiosi e istituzioni che hanno come obiettivo la ricerca e la salvaguardia delle essenze antiche e dimenticate, l’educazione all’ambiente ed il rinnovamento del patrimonio vegetale, con particolare attenzione alle peculiarità territoriali locali. Fin dalla prima edizione inoltre si è proposta di evidenziare la bio-diversità in quando valore essenziale. Perdere quel patrimonio genetico naturale di caratteristiche che appartengono ad ogni pianta diversa significa indebolire sempre più le poche specie presenti. Di conseguenza, si andrebbero ad abbassare i valori nutritivi delle nostre tavole. Secondo un recente studio della Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, tra il 1900 e il 2000 sarebbe andato perduto il 75% della diversità delle colture. Inoltre, a causa del cambiamento climatico, entro il 2055 scompariranno tra il 16 e il 22% dei cosiddetti parenti selvatici di colture importanti come arachidi, patate e fagioli.

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