TTIP all’Europarlamento: nessun compromesso sull’arbitrato

TTIP è un acronimo del nome in inglese, “Transatlantic Trade and Investment Partnership”. È un accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziazione tra l’Unione europea e gli Stati Uniti d’America. Il trattato è ancora in fase di discussione, non solo tra le parti: nella politica e tra i gruppi che ne stanno seguendo i negoziati, per alcuni «prevede che le legislazioni di Stati Uniti ed Europa si pieghino alle regole del libero scambio stabilite da e per le grandi aziende europee e statunitensi», per altri faciliterebbe i rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti portando opportunità economiche, sviluppo, un aumento delle esportazioni e anche dell’occupazione. Il trattato coinvolge i 50 stati degli Stati Uniti d’America e le 28 nazioni dell’Unione Europea, per un totale di circa 820 milioni di cittadini. La somma del PIL di Stati Uniti e Unione Europea corrisponde a circa il 45 per cento del PIL mondiale (i dati sono del Fondo Monetario Internazionale aggiornati al 2013). Si tratta dunque, non fosse altro che per il suo impatto globale potenziale, di un trattato di importanza storica. Gli europarlamentari italiani Eleonora Forenza, a nome del GUE, Tiziana Beghin, del Movimento 5 Stelle e Sergio Cofferati, hanno lanciato un appello contro l’arbitrato nternazionale e contro l’emendamento di compromesso sull’ISDS. Gli europaramentari italiani sottolineano come la proposta di riforma non sia “sufficiente a soddisfare i criteri di indipendenza, imparzialità, trasparenza, sussidiarietà ed equilibrio che dovrebbe avere un meccanismo di questo tipo, perché non supportata da un linguaggio chiaro e da specifiche red lines negoziali”. Allo stesso modo viene rimandata al mittente la proposta di compromesso formulata dal Presidente Schulz in quanto: “non risolve il problema perché nel voler superare il meccanismo ISDS attuale, legittima la presenza di tribunali arbitrali e la presenza di un interesse degli investitori da difendere contro le decisioni prese dagli stati nell’interesse pubblico”. Secondo Marco Bersani, tra i portavoce della Campagna Stop TTIP Italia “persino la votazione all’ultima assemblea del gruppo degli europarlamentari socialdemocratici ha sancito una chiara spaccatura sull’ISDS con 56 voti a favore dell’emendamento di compromesso e 34 contrari con alcuni gruppi, come quelli olandese, francese, belga e britannico che hanno dichiarato di non accettare il compromesso raggiunto e voteranno contro. Le pressioni che stiamo mettendo in campo come società civile italiana e internazionale potranno fare la differenza e per questo il 7 e l’8 chiamiamo tutti a fare attenzione a quello che succederà e a farsi sentire”. La mobilitazione della Campagna Stop TTIP passa per l’invio di email e di tweet agli europarlamentari e per iniziative diffuse, dove si ribadiscono le linee rosse insuperabili per la società civile. L’opposizione al TTIP rimane tutta, sottolinea la Campagna italiana, che con questa mobilitazione vuole contribuire a mettere paletti chiari per dimostrare l’assoluta insostenibilità del trattato e, d’altra parte, per evitare scenari peggiori nella malaugurata ipotesi che venisse concluso.