Per anni, immancabilmente, anche attraverso le nostre telecamere, abbiamo denunciato l’immorale e crudele pratica dell’abbandono degli animali domestici, specialmente nella stagione estiva, per andare in vacanza. Un’usanza barbara e incivile dalla quale, in passato, anche molti bresciani non si sono certo sottratti. Un fenomeno che è ancora ben lungi dall’essere debellato ma che fa segnare, se non altro, un’inversione di tendenza decisamente importante. A confermarlo è l’Asl di Brescia, che attraverso il canile sanitario accoglie gli animali abbandonati e li distribuisce sul territorio alle varie associazioni di volontariato. Un calo che si registra già dall’anno scorso con 2085 ritrovamenti, ma anche con un alto tasso di restituzione ai padroni. In alcuni casi si tratta di accidentali fughe da casa, in altri invece di abbandoni veri e propri. Ma questa seconda opzione è in netto calo grazie anche alla ormai ultradecennale norma che ha introdotto la microchipazione degli animali. Ormai il 60% dei cani è microchippato e questo consente quindi la riconsegna degli animali. E la tecnologia aiuta anche nel lavoro di ricerca, con un servizio di sms collegato alle forze di polizia locale nella provincia, che fornisce i dati anagrafici dell’animale contenuti nel microchip. Mentre sul sito dell’Asl c’è un vero proprio registro fotografico disponibile per chi avesse smarrito il proprio amico a quattro zampe. E se gli abbandoni diminuiscono, aumentano, invece, le richieste di pet-passport, i passaporti che consentono agli animali di andare all’estero con i padroni. Che sia anche questo un segnale di svolta del cambiamento dei tempi?

Fabrizio Vertua

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