La settimana scorsa la terribile esplosione che uccise 120 persone a Tianjin in Cina, oggi animali come nuove vittime sacrificali per testare la nocività sei residuati chimici causati dal disastro anche ambientale causato dalla tragedia. Polli, conigli, piccioni, sono stati posizionati all’interno di gabbiette e abbandonati in una zona contaminata da almeno 40 sostanze tossiche come il cianuro. Un campione prelevato da un tubo di scarico ha riscontrato un livello di cianuro di oltre 277 volte superiore agli standard accettabili. I 30 piccoli animali sono stati quindi posizionati in diverse zone della città per verificare le loro reazioni e il grado di contaminazione dell’aria. Non sono mancate le critiche da parte degli abitanti, che non considerano gli animali un metodo attendibile per capire se è possibile tornare a vivere in quelle zone, a scapito poi della vita di esseri senzienti come quelli utilizzati, come denunciato dagli animalisti. La Peta si è proposta di supportare le autorità locali nell’uso di più moderni metodi di analisi, senza infliggere sofferenze agli animali. Ma per ora gli animali sono rimasti nelle gabbiette.

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