Resta gravissima l’emergenza inondazioni in Birmania. Le autorità stanno cercando di organizzare l’evacuazione di alcune zone del delta del’Irrawaddy, il fiume più lungo del paese che con i suoi 2.170 chilometri attraversa tutta la Birmania da nord a sud, sfociando nel Mare delle Andamane. Nel delta le dighe, sempre più sotto pressione, minacciano di cedere da un momento all’altro. Secondo l’ultimo bilancio, il numero delle vittime delle alluvioni e delle frane innescate dalle piogge diluviali degli ultimi giorni è aumentato a 88, mentre le persone costrette ad abbandonare le case sono oltre 330mila. In quattro regioni è stato proclamato lo stato di calamità naturale. Il governo ha rivolto un appello alla comunità internazionale per ricevere aiuti umanitari in grado di gestire la crisi mentre in un messaggio diffuso alla radio il presidente Thein Sein ha ricordato che le aree vicino al fiume Irrawaddy si trovano ormai oltre la soglia di pericolo, invitando gli abitanti a trasferirsi in zone più sicure. Molte zone restano completamente isolate a causa delle ondate di piena o dell’inagibilità delle strade.

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