La macellazione senza stordimento preventivo è una procedura incompatibile con i diritti degli animali. Non va mai dimenticato che parliamo di “esseri senzienti e capaci di comprendere il dolore e la paura e che di conseguenza vanno trattati secondo un codice etico condiviso universalmente” (Dichiarazione Universale dei diritti degli animali proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell’UNESCO a Parigi, Trattato di Amsterdam del 1997 e Trattato di Lisbona del 2009) . A  prescindere dalla fede professata, tutti comunque possano cambiare scelte alimentari e indirizzarle verso prodotti di origine non animale. Una scelta etica che fa bene alla nostra salute, a tutti gli esseri viventi e all’ambiente.  In Italia  è stata avviata una petizione  per chiedere al Parlamento di abrogare la legge che consente la macellazione rituale Halal e Kosher. Ovvero lo sgozzamento di armenti, con morte per dissanguamento,  senza preventivo stordimento, come imposto dai dettami “religiosi” di musulmani ed ebrei.   Alcuni stati europei, come   la Polonia, Norvegia, Svezia e altri Paesi, hanno introdotto  un regolamento che proibisce tale pratica barbara. Una legge che arriva in un momento cruciale in cui le macellazioni rituali sono al centro di un dibattito molto accesso in vari Paesi, dall’Olanda alla Gran Bretagna fino all’Italia. In Italia questo tipo di macellazione è stato autorizzato per la prima volta con il decreto dei Ministri della Sanità e degli Interni del 11 giugno 1980 e tale deroga è stata confermata da tutti gli atti legislativi successivi in materia. Inoltre dal  16 giugno 2013  il parlamento europeo, con 326 voti favorevoli e 270 contrari, ha approvato una risoluzione con cui ha stabilito che la carne e i prodotti della carne derivanti da animali che non sono stati intontiti prima dell’uccisione devono avere un’etichetta riportante tale indicazione. Ma anche sul fronte dell’etichettatura nulla è stato recepito.  
Per firmare la petizione contro lo sgozzamento rituale halal e kosher: 

 

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