A causa dell’aumento della temperatura dell’oceano, entro la fine dell’anno la Terra rischia di perdere il 5% dei suoi coralli, pari a una superficie di 12mila chilometri quadrati. L’evento di sbiancamento è iniziato nell’estate del 2014 nel Pacifico settentrionale per poi estendersi al Pacifico meridionale e all’oceano Indiano nel 2015. A lanciare l’allarme è il Noaa (l’Amministrazione oceanica e atmosferica statunitense), secondo cui siamo in presenza di un enorme e globale evento di ‘sbiancamento’ dei coralli, il terzo dopo quelli registrati nel 1998 e nel 2010. Lo sbiancamento si verifica quando i coralli, sottoposti a uno stress come può essere l’aumento della temperatura, espellono le piccolissime alghe con cui vivono in simbiosi e che gli donano il colore, diventando progressivamente sempre più bianchi e, se il fattore di stress è di lunga durata, andando incontro alla morte. A minacciare le barriere coralline, spiegano gli esperti, è il surriscaldamento degli oceani, le cui temperature sono fatte ulteriormente aumentare dal fenomeno climatico El Nino, che dovrebbe rafforzarsi.

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